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Futuro oscuro per Cuba?

by Cubanite (15/09/2008 - 20:39)


 

 

Parlando con amici e conoscenti cubani in questi giorni è impossibile che nei discorsi non si evidenzino preoccupazioni e fosche previsioni per il futuro prossimo.

Molteplici fattori preoccupano il cittadino medio cubano:

 

1) La devastazione provocata dai cicloni Gustav ed Ike, ha danneggiato non solo centinaia di migliaia di case ed edifici pubblici ma anche di fabbriche e officine, rallentando la già non sviluppatissima produzione nazionale e soprattutto ha messo in ginocchio l'agricoltura cubana. Temo fra 2/3 settimane nei mercati sarà assai difficile reperire frutta e verdura. Anche per la carne regina dei cubani, il maiale, potranno esserci problemi visto che pare ne siano morti nei cataclismi alcune decine di migliaia.

Non a caso oggi i media cubani hanno dato grande risalto a un'iniziativa del Ministero Cubano dell'Agricoltura disposto a dare in usufrutto da subito terreni incolti a patto che vengano rapidamente coltivati, meglio se con piantagioni a ciclo breve, che già in poche settimane possano fornirte cibo. Ieri sono stato al mercato di Playa di solito fornitissimo e il panorama era desolante, poca l'offerta, enormi le code.

Mi hanno anche riferito che sabato alcuni supermercati dell'Avana (per 70 y 3ra e Galleria Paseo) erano assai sforniti e pieni di gente all'inverosimile. Praticamente vuoti tutti i banchi dei surgelati.

E se è così all'Avana non oso pensare che succeda in quelle province cubane ancora lontane dal tornare alla normalità!

 

2) Il notevole aumento del costo dei carburanti che in alcuni casi, come il diesel è praticamente raddoppiato da un giorno all'altro. Se ai turisti, soprattutto europei questo aumento non cambierà di certo la vita, non bisogna essere maghi della finanza per intuire che questa misura causerà un notevole aumento di tutti i prezzi.

I contadini privati pagheranno di più il trasporto delle loro merci, i botero (taxi collettivi) , che sono ancora così importanti all'Avana per il trasporto di tante persone ovviamente dovranno o cessare l'attività o aumentare le tariffe.

Già ora dalla periferia al centro vengono chiesti 20 MN a corsa. Andata e ritorno sono 30 Pesos Cubani, una follia per chi ha uno stipendio solo in moneda nacional. Immagino che molti cubani che hanno un'auto privata si vedranno costretti, se non dispongono di notevoli entrate extra a lasciare ferma la loro auto o usarla in meno possibile, o chi la usa come parte integrante del lavoro, dovrà aumentare i costi del servizio.

La cosa che ha indisposto di più la gente è che questi aumenti siano stati fatti praticamente in sordina, non ricordo di aver udito o letto un commento sulla stampa cubana. Gli ignari clienti la mattina dell'aumento ai benzinai hanno trovato il cartello che ho pubblicato e molto spesso un'auto della PNR a garantire che non ci fossero disordini.

 

3) la delicata situazione economica e politica internazionale, con le difficoltà finanziarie statunitensi ed europee oltre che le tensioni politiche in paesi amici come Bolivia e Veneziela che negli ultimi giorni hanno praticamente rotto le relazioni diplomatiche con gli U.S.A., una in realtà credo assai improbabile azione di forza statunitense nell'area creerebbe problemi anche a Cuba.

 

Certo la situazione di Cuba non è quella di Haiti dove si sono svolte scene strazianti con madri rese disperate dalla fame che praticamente assaltavano i camion ONU che distribuivano cibo. Impressionante vedere una giovane donna spinta da militari in assetto di guerra in un rovo di filo spinato.

Ma anche Cuba, che pur è infinitamente meglio organizzata e produttiva,  ha bisogno di aiuto  internazionale per rialzare velocemente la testa.

Ieri, in un consueto scambio di bollettini diplomatici fra governo cubano e governo statunitense effettuato tramite l'Ambasciata Svizzera, il governo cubano ha rifiutato un aiuto statunitense chiedendo però la rimozione., se non definitiva, almeno temporanea dell'embargo che impedisce di comprare direttamente tutti i materiali per la ricostruzione alle aziende statunitensi e priva Cuba dell'accesso al credito internazionale.

Gli Stati Uniti potrebbero facilmente dimostrare la loro grandezza, oltre che economica e militare, anche umanitaria se accettassero questa ragionevolissima richiesta. Ne dubito, ma la speranza è sempre l'ultima a morire!

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