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Archivio Luglio 2007

Lunga è la strada ...

by Cubanite (27/07/2007 - 20:01)

(Foto Roberto R)


E per di più tortuosa e piena di buche. Scusate la metafora, ma prendendo spunto dal discorso pronunciato ieri a Camagüey dal Comandante in Interim di Cuba, Raul Castro, non mi pare che lo scenario cubano possa offrire imminenti cambiamenti.

Siamo a pochi giorni dal compimeto di un anno di assenza dalla politica attiva ed in prima persona di Fidel Castro, dovuta ad una grave malattia e a diverse operazioni. Il 31 luglio dello scorso anno, il cronista della TG cubano ha lertto e riletto una lettera del Comandante nel quale spiagava al suo popolao ed al Mondo che per malattia cedeva il potere al fratello fino a  data da destinarsi. Da alloar la salute del Comandante è sotto segreto di stato, più volte sono rimbalzate voci insistenti sulla sua avvenuta morte, prontamente smentite dalla messa in onda di video insieme va politici stranieri amici, in particolare il "figlio venezuelano" ed erede, almeno dal punto di vista politico, Hugo Chavez. Da un po' Fidel non si fa vedere, ma si fa leggere ogni pochi giorni dalle pagine dei quotidiani cubani, ed il suo pensiero su ecologia e problemi sociali del Mondo attraversano gli oceani, spesso provocando grandi consensi.

In questo anno, almeno apparentemente a Cuba non è cambiato assolutamente nulla. Opposizione interna ed esterna inesistente, potere saldamente nelle mani di Raul Castro ed un ristretto numero di politici e generali fedeli a lui e a Fidel. Che io sappia non si sono verificate nessun tipo di ribellioni o manifestazioni di piazza, come avevano sperato molti esuli da Miami. Insomma, anche senza la presenza fisica e quotidiana di Fidel, che quasi quotidianamente sui faceva vedere in pubblico o alla mesa rotonda Cuba non cambia rotta. Certo, nei discorsi pubblici, come quello di ieri, che evidentemente sono rivolti tanto ai cubani quanto agli osservatori stranieri, si parla di possibili aperture sia politiche che economiche. Ancora ieri Raul ha dichiarato di essere disposto a dialogare con chiunque assumerà la carica di Presidente degli U.S.A. dopo l'odiato George W. Bush e che Cuba si aprirà a ulteriori stranieri con i quali si contano di creare nuove infrastrutture e migliorare efficenza e produttività dell'industria cubana. Certo è che ben altre misure economiche, delle quali in verità si mormora da tempo, dovrebbero essere messe in atto per dar sollievo all'economia e a quella gran parte della popolazione cubana che vive solo o prevalentemente con lo stipendio dello stato, che almeno in città care come l'Avana è del tutto insufficente per vivere dignitosamente:

  1. Riunificazione delle monete. Ora avere il Pesos Cubano e il Pesos Cubano convertibile causa ingiustizie e discriminazioni. Chi guadagna solo in pesos cubani e non ha altre entrate in "divisa" è praticamente impossibilitato a compare nei negozi in cui si vende solo in CUC.
  2. Aumento salariale. E' vero che a Cuba istruzione, sanità, casa, telefoni, eletticità ed i prodotti della libreta sono gratuiti o a prezzi sociali, ma una famiglia che ha come entrata solo 300 MN non arriva alla fine del mese, quindi è costretta a "inventar y  luchar".
  3. Per rilanciare il turismo, il Ministro al FITUR (Fiera Internazionale del Turismo) in maggio aveva preannunciato una serie di misure interessanti come al riduzione delle tasse aeroportuali e del costo dei carburanti aerei, il cambio dei contratti da Euro e Cuc a $ Usa e imponenti lavori di modernizzazione delle strutture alberghiere esistenti. Non mi risulta si siano stati fatti dopo le sue parole. Per cercare di vincere al crisi, dovuta anche a una sorte di recessione europeea, sarebbe da abolire immediatamente la sovratassa di rivalutazione fra Euro e CUC, e far tornare il CUC al cambio del $USA.
  4. Una apertura impresariale ai cubani, con possibilità di creare attività da tassare in mabniera progressiva ma non ossessiva e una riduzione ai tanti vincoli presenti alla creazione delle imprese straniere che possono anche restare miste.
  5. Dopo queste misure sarà possibile fare una vera e capilalre lotta alla corruzione e alla mala gestione delle risorse del Paese.

Saprà, vorrà e potrà Raul Castro percorrere questoi cammino? Chi vivrà vedrà.

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