Nuovi Semafori sulla 5° Avenida
In questi giorni mi sto consumando fra code e burocrazia. Nonostante molteplici tentativi non sono ancora riuscito a farmi rilasciare la patente di guida cubana. Non mi hanno data perchè, dopo avermi fatto andare per 3 volte alla motorizzazione in 1° Avenida, competente per i municipi di Playa, La Lisa e Marianao, all'ultimo hanno scoperto che una nuova norma (accidenti a me che ho aspettato) prevede venga presentata la traduzione giurata della patente italiana autenticata dall'Ambasciata italiana. Bene, io ho la patente nuova, quella formato carta di credito che praticamente ha solo numeri e simboli, che ci sarà da tradurre? Stamattina ho avuto maggior fortuna con la carta di circolazione della vespa. Settimane fa, ero stato fermato da un caballo che aveva notato multandomi che era scaduta da febbraio. E si, la carta di circolazione va rinnovata insieme al Carnè d'identità (fatto a febbraio). Ovvero ogni anno mi toccherà presentarmi alla motorizzazione centrale (Via Blanca e Aquadulce), pagare 25 CUC in marche da bollo, reperibili in banca dopo lunghe code, e far ispezionare il mezzo. Che deve essere pulito, carrozzeria e motore. Ecco, non mi è mai importato molto della pulizia delal carrozzeria di auto e moto. Quindi, su ordine dello schifato ispettore che si rifiutava di ispezionare la vespa ricoperta di sabbia di Guanabo, ho pulito la vespa conm uno straccio gentilmente regalatomi da un italiano li per lo stesso motivo. Pensavo che fosse una formalità burocratica, non che facessero un controllo serio.
A scuola di Coco Taxi
E si, dovevo supporlo, anche per poter guidare un Coco Taxi a Cuba è necessario andare ad un'Auto Scuola. Ora ne ho le prove!
Il Carnevale dell'Avana è rimandato a tempo indeterminato, hanno smontato tutte le tribune lungo il Malecon. In questo momento non ci sono neppure i cartelli contro Bush e Posada Carril intorno all'Ambasciata USA e non tutte le bandiere nere con la stella bianca sventolano sui pennoni, ma immagino questa sia una precauzione anti ciclonica.
Internet o non internet?
A me piace la chiarezza, e mi pare che intorno all'articolo che è stato postato nei commenti del penultimo post non ci fosse. Ho scritto a Marilisa Verti che mi ha confermato quanto avevo immaginato: 1) Il commento non lo ha scritto lei, ma lo ha fatto Riccardo copincollando una sua mail. 2) L'articolo non è suo ma di Fulvio Casi. 3) Lei è la direttrice di El Moncada la rivista dell'associazione dove l'articolo è stato pubblicato nel numero di settembre.
Riposto l'articolo: Internet o non internet?
Roberto Pérez de Paz, non vedente totale, è il primo laureato in Ingegneria Informatica dell’isola con questo tipo di limitazione, con una tesi dal titolo: “Una web accessibile: necessità degli handicappati”. È una notizia, ma non è apparsa sui media italiani. Eppure si tratta di un qualcosa che apre nel paese caraibico una nuova dimensione nell’analisi dell’uso dei siti digitali, visto che propone l’introduzione di un approccio di disegno universale che sarebbe utile anche in altri paesi. La tesi, infatti, parla della possibilità di ampliare l’utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione per i non vedenti totali o parziali con la rottura delle barriere cibernetiche, come l’uso indiscriminato di cornici o l’assenza di descrizione di azioni utili nelle pagini digitali, un’altra delle proposte di questo studio. È emerso che i formati esistenti sono totalmente inaccessibili per i non vedenti. Un’altra deficienza rivelata dalle indagini è che le associazioni cubane dei limitati fisico-motori e non udenti non possiedono pagine digitali perchè le uniche tecniche nel paese utilizzabili dalle persone con limitazioni fisiche sono il lettore di schermo (basato sul suono) e l’ingranditore di schermo (aumento della dimensione dell’immagine). Una informazione di questo tipo, con relativa analisi è importante per il mondo intero, perchè può stimolare a trovare vie nuove per risolvere I problemi dei portatori di handicap. Ma, evidentemente, agli Stati uniti non interessa la sua diffusione: preferiscono continuare a lanciare campagne di altro tipo. Una che sostiene come il governo cubano sia un rigido censore di chi vuole accedere a Internet e l’altra che dice che l’uso di Internet sull’isola sia troppo diffuso, Sembra una contraddizione, ma invece non è così: la strategia è unica e legata come sempre agli obiettivi di Washington, che percorrono più strade per schiacciare la libertà e gli svuluppi cubani dall’avvento della Rivoluzione. Vediamo brevemente queste due tesi e parliamo anche di un’altra cosa: come funziona l’informatica a Cuba a dieci anni dalla introduzione di Internet.
No all’accesso alla rete
La prima tesi è quella dell’impossibilità di accesso alla rete. Il paladino eroico di questa battaglia è Guillermo Fariñas, un ‘dissidente’ che si dice sia in sciopero della fame e della sete da quattro mesi, poiché gli viene negato l’accesso a Internet. Senza entrare nel dettaglio, già potrebbe far riflettere il fatto che con una ricerca su Google il suo nome appaia in oltre 300 mila siti. Strano che la protesta di una persona che non ha accesso ai mezzi di informazione sia così diffusa in Internet. Lui sembra un uomo del miracolo: riesce a far girare la notizia, è in sciopero della fame e della sete per mesi (qualunque medico dimostrerebbe che ciò è impossibile) e la notizia del suo sacrificio, scritta dalle reti anticubane di Miami è stata riportata ‘paro paro’ sui media italiani senza approfondimenti, ma semplicemente tradotta. Forse se nel Darfur qualcuno facesse lo sciopero della fame e della sete per esigere Internet nel campo profughi da parte del governo sudanese non ci sarebbe una tale mobilitazione. Non è strano? A Cuba ha accesso alla rete il 3,5 per cento della popolazione. Secondo
Troppo uso di Internet a Cuba
Il modello cubano di sviluppo nel settore delle nuove tecnologie dell’informatica e le comunicazioni (Tic) che privilegia l’uso sociale piuttosto che l’accesso individualizzato a Internet preoccupa gli Stati uniti. Il 10 giugno, il quotidiano El Nuevo Herald di Miami ha pubblicato un articolo di Manuel Cereijo, intitolato: “Cuba: minaccia cibernetica”, nel quale l’autore analizza questa teoria a partire da informazioni parzialmente rese pubbliche dalla Cia. Secondo la relazione della Cia, e l’articolo di Cereijo, Cuba dispone di una Base Elettronica e di Telecomunicazioni a Bejucal. Si tratta dell’Università delle Scienze Informatiche (Uci) dove studiano circa 10 mila alunni, tra cui molti provenienti da altri paesi e dove qualunque persona può entrare e visitarla senza limiti o restrizioni di sorta. El Nuevo Herald ha parlato anche di un complesso dedicato alla Guerra Elettronica, in calle Paseo tra calle 11 e calle 13, nel quartiere Vedado della capitale sottolineando che qui, oltre ad alcune case private, si trova anche
Come funziona Internet a Cuba
Le limitazioni del Bloqueo hanno riguardato e riguardano anche la connessione alla rete delle reti.
di Fulvio Casi
Torna il sereno
Con anche un arcobaleno che mi indica il cammino sulla via Blanca. Qui all'Avana (per ora) non ha neppure piovuto. Gli unici segnali del passaggio, a oltre 700 Km di distanza visto che ha toccato Cuba a Playa Cazonal - Santiago, della Tempesta Tropicale Ernesto è un moderato vento e qualche ondina. Ci è andata di lusso insomma. Anche ad oriente da quanto ho sentito in TV, non ci sono stati grossi problemi causati dalle forti piogge. Oggi riprenderà la circolazione aerea, anche se i voli interni registeranno ritardi, clienti che sono prenotati sul volo da Santiago per l'Avana delle 13:00 partiranno intorno alle 21:00, direi che è un piccolo disagio più che sopportabile.
Cambiando argomento seguono i severi controlli alla dogana per impedire l'ingresso nel paese di merci proibite. Tra le più sequestrate ci sono (e non me ne faccio una ragione) i lettori DVD. Dall'inizio dell'anno sono stati processati 9 doganieri e altri 20 sono stati sospesi dal servizio dopo che sono stati sorpresi a prender pmance per non controllare valige o per chiudere un occhio davantii a merci proibite o tassabili. State attenti a cosa mettete in valigia. Ricordate che per le norme doganali, a parte vestiti ed oggetti di uso personale all'anno non è possibile portare a Cuba regali di un valore superiore ai 250 CUC che, tolta una franchigia di 50 CUC vengono tassati al 100 %.
Pare che l'Avana si salvi da Ernesto
I fenomeni ciclonici hanno indubbiamente il fascino dell'imprevedibilità. In poche ore possono spiazzare esperti e metereologi. Ernesto non fa eccezione. Domenica aveva guadagnato forza trasformandosi nel primo cliclone nella stagione 2006 dell'Oceano Atlantico. Nella notte ha perso d'intensità, ritornando ad essere una Tempesta Tropicale ed ha variato direzione. Invece di costeggiare Cuba per poi attraversarla nella province di Pinar del Rio o dell'Avana, ha deciso di passare per la parte orientale e punbtare decisamente verso la Florida dove potrebbe arrivare con l'intensità di uragano. Le autorità cubane stanno prendendo tutte le misure di sicurezza, mi pare tra l'altro che la copertura televisiva e radiofonica, ovvero gli avvisi alla popolazione, sia più massiccia e martellante del solito. Le autorità cubane hanno diramato un avviso di Tormenta Tropicale, ovvero pericolo di forti piogge e possibili inondazioni per le province di Guantanamo, Santiago, Granma, Holguin, Las Tunas e Camagüay. In queste province sono sospesi tutti i voli interni, fino a nuovo avviso. Diverse migliaia di cittadini sono stati evacuati. Sabato si parlava anche di una possibile evacuazione di Cayo Largo, ma la nuova traiettoria ha scongiurato il pericolo e poco fa so che splendeva il sole, come qui all'Avana.
Arriva l'uragano Ernesto?
Purtroppo la depressione tropicale five è aumentata d'intensita raggiungendo il grado di Tempesta Tropicale, meritandosi quindi un nome che è Ernesto. Per ora non desta grande preoccupazione però potrebbe aumentare d'intensità e diventare il primo ciclone del 2006. Come potete vedere l'attuale traiettoria lo farebbe passare sulla provincia di Pinar del Rio, inutile dire gli effetti si sentirebbero in tutta la parte di Cuba affacciata sul Mar dei Caraibi e in tutto l'occidente cubano dove dovrebbe arrivare martedì. Ben che vada avremo piogge, come se avessi preso poca acqua in questi giorni ...
In aumento il Dengue
Purtroppo sono in aumento a Cuba le persone che hanno contratto il dengue questa malattia tropicale trasmessa dalla puntura della zanzara Aedes aegypti ha contagiato almeno 6000 cubani, secondo le fonti ufficiali (quindi sarannno molti di più). Si sono registrati 4 morti, 2 nella zona dell'Avana e 2 in quella di Santiago. A Cuba si sta combattendo una vera e propria battaglia contro questa malattia che, se diagnosticata in fretta non è troppo pericolosa, come in tutti gli stati febbrili sono a rischio bimbi e anziani. Dappertutto si sta fumugando, ho visto più volte un biplano giallo che sorvola l'Avana e las Playas del Este credo irrorando insetticida. Proprio alla Playas del Este, e in particolare a Guanabo si registra un recrudiscenza dell'epidemia, con almeno 450 casi. E' insolito perchè solitamente le zanzare della costa sono più resistenti alle infezioni. Pare che sia colpa del gran numero di avaneri che (come noi) stanno villeggiando da queste parti. Chi infetto fiene punto da una zanzara "sana" la contamina e propaga l'infezione.
Consiglio di fornirsi di repellente a chi sta per venire da queste parti e soprattutto farsi visitare da un medico in caso di mal di testa unito a febbre, spossatezza e dolori muscolari.
Ieri mi ero dimenticato di scivere che in mattinata per circa due ore e mezza tutta la parte occidentale di Cuba è rimasta senza corrente, per un problema a non so quale centrale elettrica. Devo dire però che rispetto all'anno scorso nel 2006 con gli apagon ci va di lusso.
Ora sta diluviando (ovvio dovrei tornare a casa) e per di più è previsto l'arrivo della "depressione tropicale Five" che mi auguro abbia il buon gusto di non aumentar di intensità e trasformarsi quindi in ciclone, che se non sbaglio si chiamerebbe Ernesto.





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