Scusate l'interruzione
Ma quando sono a Milano son sempre di corsa.
Questa volta poi son partito con un ginocchio dolorante, visto che un paio di settimane fa' avevo fatto un piccolo incidente in Vespa all'Avana. Ieri fatta così, per scrupolo una radiografia, ho scoperto di avere una rotula rotta. Quindi mi sto divertendo a passare da un ospedale all'altro per capire se devo farmi operare. Cosa che se mi tocca farei all'Avana, nell'ottino Ospedale Ortopedico Frank Pais, uno degli orgogli de La Lisa.
Ho intraletto che Forbes, via BCC, ha smentito la notizia sulla ricchezza di Fidel Castro. Ovviamente alla smentita non è stato data la stessa enfasi della notizia, strano vero?
Vi comunico che è in scena una mostra multietnica qui a Milano che riguarda anche Cuba:
AFRICAMERICA
A cura di Andrea Coppini - Organizzazione: Associazione culturale Sud Milano – OK Arte
La mostra rimane aperta fino al 26 maggio 2006 presso la Galleria Artelier, Via Frisi 12, Milano. Aperta dal lunedì al sabato, dalle ore 15.30 alle ore 23.00; la domenica, dalle ore 18.30 alle ore 23.00.Ingresso gratuito
Cercare di presentare, in una piccola selezione, significativi esempi della produzione di alcuni artisti latinoamericani e africani attualmente operanti in Italia, e nello specifico a Milano; provare, altresì, a mettere a confronto realtà apparentemente lontane tra loro ma unite da radici similari, e vedere come tali radicamenti abbiano assunto, nelle opere di giovani artisti contemporanei, accezioni diverse, e – in ultimo – come il confronto con l’arte recente europea abbia ulteriormente influito sulle loro ricerche espressive. Tali sono gli obiettivi della mostra collettiva, curata e progettata daAndrea Coppini e organizzata dall’Associazione culturale Sud Milano, che si inaugura il prossimo 20 maggio presso la galleria Artelier di via Frisi 12, a Milano. In esposizione le opere di: Renata Lang (Brasile), scultrice di raffinata sensibilità, che crea, utilizzando particolari pietre artificiali, figure astratte e sintetiche, di grande afflato meditativo; Adriana Lohmann (Brasile), che realizza sculture luminose utilizzando vari tipi di materiali; Margoth Lopez Barriere (El Salvador), pittrice che ha esposto numerose volte in Europa e America Latina aggiudicandosi parecchi riconoscimenti; le sue opere, pur non discostandosi da un impianto figurativo tradizionale, indagano la spiritualità umana con originalità; Mor Talla Seck (Senegal), pittore e scultore, che fa ampio utilizzo di materiale di recupero e porta avanti una ricerca estremamente articolata; Abdela Suleman (Eritrea), pittore figurativo di grandissima profondità e impegno.
In esposizione, nella funzione di trait d’unionfilologico, anche i suggestivi scatti fotografici realizzati da Daniele Tamagni durante i suoi soggiorni in America Latina (Cuba) e in Africa (Benin). È una selezione meditata e un compendio ineludibile alla mostra; Tamagni stesso la illustra così: "Benin e Cuba, due Paesi che, seppur rappresentano solo una minima parte di due continenti vastissimi, sono significativi per comprendere quella commistione o sincretismo fra culture. Infatti dal Benin, ex regno del Dahomey, e più in generale dalla costa situata lungo il golfo di Guinea, sono partiti nei secoli scorsi migliaia di schiavi africani. Brasile, Haiti, Giamaica, Cuba sono tra i paesi del Nuovo Mondo nei quali, per esigenze di manodopera da parte dei coloni, gli schiavi africani di etnia yoruba sono confluiti in maggior numero lasciando un’eredità culturale tuttora presente. La cultura yoruba, che è solo una delle tante etnie dell’Africa fa da collante tra la religione vodoun, voodoo, o vodù, a secondo delle aree, il condomblè e la macuba brasiliana e la santeria cubana. Il sincretismo religioso in particolare, dove gli dei vodoun si definiscono orishas, è entrato a far parte dell’identità del popolo cubano. Questa influenza culturale si manifesta non solo negli archetipi religiosi ma anche nella musica e nelle altre forme espressive artistiche. Un ruolo determinante nella sopravvivenza della cultura africana nei paesi ospitanti furono le aggregazione nere che si crearono tra gli schiavi assumendo il ruolo di centri socio religiosi e agirono da punti di riferimento dell’identità africana garantendone la sopravvivenza ben oltre il periodo colonialista. Da una parte immagini realizzate in Benin a Ouidah e Porto Novo in passato centro di smistamento degli schiavi dove ogni anno si svolge il festival del vodoun e dall’altro alcune foto scattate in un precedente viaggio a Cuba. Se si è parlato solo d’influenza africana nel nuovo mondo è vero che per ragioni storiche anche in Benin si è assistito a un fenomeno se non di sincretismo per lo meno di coesistenza fra orientamenti religiosi . La diffusione del cattolicesimo dell’islamismo e di varie sette o differenti come la chiesa dei cristiani celesti si contrappongono al vodoun ma senza cancellare l’identità culturale che unisce africani di etnie differenti.





Ultimi commenti